Se negli ultimi 5 anni hai prestato servizio, come insegnante, presso una scuola pubblica statale, con contratto per supplenze brevi o saltuarie, allora devi assolutamente sapere che oggi puoi recuperare fino a 174,50 euro lordi, per ogni 30 giorni di lavoro, dovuti a titolo di retribuzione professionale docenti.
Infatti, di recente la Corte di Cassazione e gli stessi giudici del lavoro hanno accertato il grave comportamento discriminatorio posto in essere dal MIUR nella parte in cui riconosce tale componente retributiva solo ai tuoi colleghi già di ruolo e ai soli docenti precari che hanno stipulato con la scuola un contratto per una supplenza annuale con scadenza al 30.06 o al 31.08.
È stato l’art. 7 del CCNL del 15.03.2001 a istituire la Retribuzione Professionale Docenti, con l’obiettivo di valorizzare la funzione docente e il suo ruolo determinante per sostenere il miglioramento del servizio scolastico.
Ciò che evidentemente sfugge al MIUR è che questo ruolo viene svolto anche da chi effettua supplenze brevi e saltuarie.

Chi può aderire al ricorso

Docenti precari o di ruolo che hanno stipulato con una scuola statale pubblica, negli ultimi 5 anni, contratti di supplenza breve e saltuaria in sostituzione di personale assente.

Costi del ricorso

Una volta acquisita la documentazione che troverai indicata più sotto, lo Studio Legale provvederà ad inviare lettera di diffida e messa in mora al MIUR a mezzo posta elettronica certificata, anche al fine di interrompere i termini di prescrizione del relativo diritto al recupero.

Allo scadere dei 15 giorni dalla suddetta diffida, si depositerà il ricorso presso il Tribunale territorialmente competente.

Per quanto riguarda gli onorari di avvocato, la diffida e il ricorso è totalmente gratuito, in quanto il legale dichiarerà nell’atto difensivo di essere anticipatario delle spese e senza obblighi di iscrizione a sindacati.

Relativamente alle spese di giustizia richieste dallo Stato, se hai un reddito FAMILIARE inferiore a € 34.481,46 nulla è dovuto.

Al contrario, in caso di reddito familiare superiore al suddetto importo, bisognerà quantificare la somma da recuperare per stabilire le spese da corrispondere allo Stato.

La quantificazione viene effettuata gratuitamente da questo Studio, previa valutazione della documentazione attestante il servizio prestato nella scuola.

Nel caso in cui non ci siano i presupposti per l’esenzione dalle spese di giustizia (perché il reddito familiare è superiore all’importo sopra indicato), il costo da sostenere verrà prontamente comunicato da legale al ricorrente e varia da un minimo di € 48,50 a un massimo di € 76,00; null’altro è dovuto!

Per consentire al legale di procedere al pagamento delle indicate spese di giustizia occorrerà effettuare un ricarica alla carta postepay n. 5333 1710 7029 9116 intestata a Iozzo Salvatore (C.F. ZZISVT74B06B963D),

Documentazione necessaria per presentazione del ricorso

Copia documento d’identità e codice fiscale del ricorrente

− Procura con cui si conferisce l’incarico al legale di inviare una diffida al MIUR a mezzo P.E.C. (modulo), al fine di costituire in mora il predetto Ministero e di interrompere i termini di prescrizione

− Procura alle liti (puoi scaricare il modello da qui), che andrà debitamente sottoscritta dal ricorrente

Se ricorrono i presupposti (reddito familiare inferiore a € 34.481,46), dichiarazione di esenzione dal pagamento delle spese di giustizia ossia dal contributo unificato e dai bolli (modello)

− Autocertificazione inerente i servizi svolti nella scuola con contratti di supplenza breve o saltuaria (modello)

− Prospetti R1 relativi ai rapporti di lavoro a tempo determinato, limitatamente a quelli relativi al servizio di supplenza breve o saltuaria (in questo video tutorial ti spiego come scaricare gli R1)

− Cedolini paga (solo se disponibili) relativi ai servizi svolti nella scuola con contratti di supplenza breve o saltuaria

− Informativa della privacy sottoscritta dal ricorrente (modello)

Copia dell’ultimo contratto stipulato con la scuola statale, anche se di durata inferiore a un anno

Invio della documentazione

La suindicata documentazione va inizialmente inoltrata in formato pdf (tramite scansione dei documenti) all’indirizzo di posta elettronica studiolegaleiozzo@gmail.com e successivamente inviata con plico, a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, al seguente indirizzo: Avv. Salvatore Iozzo – Via Tommaso De Angelis n. 1 – 81022 Casagiove (CE)